“Ecco l’olio, ed ecco il contagocce” – A. De Curtis in arte Totò

Parsimonia, per l’olio è una parola chiave. Crudo o cotto l’olio extra vergine di oliva “nuovo” deve avere le caratteristiche positive di fruttato, piccante e amaro. Quanti conoscono il metodo corretto di conservazione?
Bottiglia di vetro scuro in casa in assenza di ossigeno (ben tappato); conservato in contenitori di acciaio inox in cantina. All’olio non far vedere la luce e non far sentire l’aria per avere una corretta conservazione e le bottiglie devono essere piccole affinché l’olio venga aperto e consumato subito.
E la scadenza? Un olio extra vergine mantiene le sue caratteristiche organolettiche per un anno intero, dopo 18 mesi è chiamato olio vergine e va bene per tutte le cotture. L’olio “nuovo” all’assaggio (a temperatura di 27°C) fa sentire prima il dolce sulla punta della lingua, subito dietro i lati l’amaro, fino al “piccante”, quel pizzicore all’ingresso della gola, sintomo di freschezza. Un olio extra vergine “nuovo” con sentori di erbaceo e verde di clorofilla è decisamente un ottimo prodotto. Altra qualità positiva, la presenza di acido oleico monoinsaturo; è ricco di polifenoli e vitamine che proteggono l’olio dall’ossidazione e ne favoriscono la digestione.
Non c’è presenza di colesterolo, utile quindi in una dieta senza grassi e studi attenti lo riconducono al latte materno. Cosa dire di più? Imparare i termini come fruttato, piccante, amaro e ..parsimonia con l’olio, poco ma buono.