Prodotti tipici toscani - non di solo grano

Azienda Agricola Le Quercette - Toscana - Maremma - Monte Amiata - Seggiano
Pane e formaggio, pane e salame, pane e olio, alcuni esempi di come il pane è sempre comparso sulle nostre tavole e ben si coniuga con ogni pietanza. Ne basta una fetta con sopra un pomodoro ed è "panzanella" o con l'olio ed è "bruschetta", in aggiunta a zuppe di fagioli, o zuppa di pesce ed è "cacciucco"... senza il pane non c'è desco familiare.

Nel passato il pane veniva racchiuso nelle bisacce e trasportato a dorso di mulo per i campi, era il pranzo per i braccianti; doveva mantenersi questo pane così quando il grano non veniva setacciato e rimaneva la semola, ecco che l'integrale si fece avanti. Pane bagnato come il pane "carasau" che in aggiunta alla calda cagliata è uno dei piatti della tradizione pastorizia della Sardegna. Con la modernità anche le migliori caratteristiche se ne vanno e il pane impastato, lievitato e cotto nel forno a legna chi l'ha più mangiato?

In montagna dove i castagni proliferano, il pane veniva impastato con la farina di grano e di castagne. Erano queste essiccate per quaranta giorni nell'essiccatoio con il fuoco sopito sotto una coltre di ricci. Quando infine si macinavano le castagne la farina doveva riempire non solo gli stomaci dei montagnoli affamati ma e soprattutto le madie, per tutto l'inverno.

In molti paesi amiatini, il pane di castagne viene ancora sfornato e in abbinamento alle dolci marmellate o al salume di cinto toscano DOP è un mangiare sano con la parola fine a del buon vino rosso del Montecucco, la DOC che racchiude i profumi del territorio collinare amiatino.


La cultivar del territorio seggianese

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Un olio è sempre legato ad un determinato territorio, così una cultivar autoctona ne sintetizza le caratteristiche. Si "mangia" del buon olio extra vergine di oliva abbinandolo ai giusti cibi; ogni pietanza nell'accompagnarsi al condimento, compone sensazioni al palato diverse. Che l'olio si mangi con del buon pane, che si sposi alle verdure, che esalti la frittura... riconoscimento per zuppe di cereali e legumi.

La cultivar di Olivastra Seggianese è pianta del centro Italia e cresce solo in un determinato territorio, l'area del monte Amiata; legata al suolo, alla sua altitudine, all'esposizione, ai sistemi di allevamento per finire alla raccolta e alla spremitura, identifica la solidità della tradizione e l'innovazione delle tecniche del territorio di appartenenza.

Olivastra Seggianese

Sinonimi: Olivastro, Olivo dell'Amiata, Seggianina
Zona di origine: Monte Amiata (Grosseto)
Cultivar tipica del territorio di Seggiano e aree circostanti grossetane e senesi.
Pianta vigorosa a portamento espanso. La chioma è densa, folta e la fioritura di media intensità.
Impollinatori: Moraiolo, Frantoio, Leccino, anche se in zona si usa prediligere il maschio locale chiamato "Giogliaio". I frutti sferici di piccole dimensioni maturano a scalare, resistono al distacco; la resa in olio è alta. Buoni i contenuti di tocofenoli e polifenoli. All'assaggio presenta lieve nota di fruttato verde di oliva, piccante e amaro. Molto resistente al freddo.
Le foglie hanno forma lanceolata,di larghezza e lunghezza media, l'epicarpo pruinoso con rade lenticelle.
Bibliografia: Arsia, Regione Toscana
Qualità positive dell'olio extra vergine di oliva "nuovo": fruttato, piccante, amaro,


Formaggio fai da te

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I formaggi si distinguono non solo per l'origine del latte (mucca, pecora, bufala, capra) soprattutto per le tecniche casearie, ovvero il metodo di lavorazione di un latte fresco o termizzato. La distinzione è a monte, dal latte di provenienza: di stalla appena munto, di centrale di raccolta, di distributori. Altri aspetti da valutare; latte di stalla di due o più munte, dalla centrale pastorizzato, dai distributori fresco, importantissimo, in tutti i casi il latte va mantenuto refrigerato senza interrompere la "catena del freddo".

Abbiamo il latte, a nostra scelta, che ne facciamo? Yogurt, formaggio, ricotta?

Possiamo introdurre la tecnica casearia. Se prendiamo il latte appena munto, lo portiamo a temperatura di 90C° (lo abbiamo pastorizzato!) lo raffreddiamo immediatamente a 42C° noi abbiamo un latte pronto per andare nella yogurtiera, oppure per essere trasformato in formaggio magari in un "cacioricotta" stagionato, da grattugiare sulle orecchiette alle cime di rapa.

Come si fa lo yogurt? Una volta che il latte è stato portato immediatamente da 90 a 42C° si aggiungono i fermenti (da comprare in farmacia) e si lascia nella yogurtiera a temperatura secondo le istruzioni.

Ancora più semplice prepararsi un formaggio. Stessa procedura per la pastorizzazione e a 38C° aggiungere il caglio. Che cos'è il caglio? Tradizionalmente i contadini usavano inserire nel latte caldo un fiore di cardo, oppure raccoglievano il latticello che fuoriesce dai ramoscelli dell'albero del fico, si otteneva una cagliata vegetale; oggi si compra dalle industrie ed è di origine animale. Dopo circa 45 minuti il latte è rappreso e avremo la cagliata, che fatta sgrondare dal siero è pronta per essere mangiata.

E del siero che ne facciamo? La ricotta. Si riporta il siero filtrato a 90C° e non appena affiorano i primi fiocchi spegnere il fuoco. Attendere qualche minuto, quando l'affioramento è terminato, con una paletta forata, raccogliere delicatamente la ricotta in superficie, farla sgrondare dei residui di siero ed è pronta, con il sale o dolcificata a piacere.

Il "cacioricotta" è un formaggio fresco o stagionato, di latte è di capra o di pecora, la "ricetta" deriva dalla tradizione contadina campana, della Basilicata, della Puglia e della Sicilia, sfruttando pascoli dove è più difficoltoso per una mucca trovare la diversificazione della vegetazione che è l'elemento primo per "sentire" i profumi di un formaggio.
Dall'alimentazione, al pascolo, allo stile di vita dell'animale si riconducono i diversi aromi dei formaggi, (come non pensare allo stracchino, chiamato così perché il latte deriva da mucche stracche, ovvero stanche) con latte e tecnica diversa, in aggiunta a spezie e aromi concorrono a creare un formaggio "unico".

Per essere sempre uguale a se stesso, tipico di una zona, i formaggi rispondono ad un disciplinare di produzione, come le D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) tutelati dalle leggi e dai consorzi di appartenenza.
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Produzione Formaggio di Capra
Produzione, Degustazione e Vendita di Formaggi di Capra freschi e stagionati
Produzione, Degustazione e Vendita di Olio Extravergine di Oliva
Ortoterapia, Esperienze Sensoriali e la conoscenza delle Erbe Officinalis
Azienda Agricola
LE QUERCETTE

Maremma - Toscana
Podere Titena, 9
58038 Seggiano (GR)
Tel: +39-333-5088682
(dalle 18:00 alle 21:00)